Percorsi

Nutrizione personalizzata

Dopo un’attenta anamnesi i piani alimentari vengono personalizzati secondo il principio che ciascuno di noi è unico — per genetica, microbiota, ambiente, stile di vita e stato di salute — e quindi anche i bisogni nutrizionali variano da individuo a individuo.

Gli alimenti vengono scelti accuratamente e non solo per il loro apporto calorico, ma per le loro proprietà funzionali (antiossidanti, antinfiammatorie, probiotiche, ecc.). Questo tipo di approccio mira a migliorare lo stato di salute e il benessere della persona, tenendo conto non solo delle calorie, ma del funzionamento dell’intero organismo.

In particolare mi rivolgo a:

  • soggetti con patologie e problematiche GASTRO-INTESTINALI (per migliorare i sintomi): difficoltà digestiva, gastrite autoimmune e non, malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE), ernia iatale,   esofagite, ulcera peptica, sindrome del colon irritabile IBS, diarrea e stitichezza cronica, celiachia, sensibilità al glutine non celiaca, morbo di Crohn, retto-colite ulcerosa;
  • soggetti con patologie e problematiche UROGENITALI (per migliorare i sintomi): candidosi, cistite, vulvodinia, endometriosi.
  • soggetti in altre condizioni patologiche: obesità, ipertensione, ipercolesterolemia, dislipidemie, pre-diabete, diabete, patologie renali, patologie epatiche, patologie autoimmuni;
  • soggetti con intolleranze e allergie alimentari: intolleranza al glutine, al lattosio, istamina, nichel.

Dieta Low fodmap

La sindrome del colon irritabile (IBS Irritable Bowel Syndrome) è un disturbo gastrointestinale funzionale cronico estremamente comune e spesso molto debilitante. La sintomatologia include gonfiore, dolori addominali, alterazione del transito intestinale con diarrea o costipazione, flatulenza.

Negli ultimi decenni c’è stato un preoccupante aumento dell’incidenza delle malattie infiammatorie intestinali (IBD) in tutto il mondo. La patogenesi dell’IBD coinvolge fattori genetici e ambientali. Una dieta come quella occidentale, chiamata anche Western Diet (ricca di acidi grassi saturi e acidi grassi trans o povera di fibre), può favorire l’infiammazione intestinale disregolando il sistema immunitario, alterando la permeabilità intestinale e lo strato mucoso, contribuendo alla disbiosi microbica e ad altri meccanismi. Pertanto i cambiamenti nella dieta potrebbero essere integrati nelle strategie terapeutiche per l’IBD. È stato dimostrato che alcuni componenti alimentari possono avere effetti protettivi nello sviluppo di queste malattie e inibire la loro forma attiva.

I componenti più frequentemente indicati di tale dieta sono le fibre alimentari, in particolare le fibre solubili, gli acidi grassi essenziali, i probiotici, i prebiotici, le vitamine (D e C) lo zinco e gli omega 3. Alcuni di essi hanno funzioni immunomodulanti, che supportano il sistema immunitario umano nella lotta contro i patogeni. Negli ultimi anni si è parlato molto dell’efficacia della dieta low FODMAP (arconimo di “Fermentable, Oligo-, Di-, Mono-saccharides And Polyols”) nella gestione della sindrome del colon irritabile. Si tratta di un protocollo alimentare ideato e studiata dagli esperti della Monash University in Australia.

Questa è una dieta che può migliorare la qualità della vita del paziente, ma viene sconsigliato fortemente il “fai da te” per fare in modo che sia opportunamente bilanciata in nutrienti e adeguata ai fabbisogni energetici della singola persona.

Come funziona il percorso

Nel percorso alimentare è previsto un incontro di follow up a distanza di quattro settimane. In base al protocollo intrapreso potrebbero essere necessari altri incontri nei mesi successivi.

Nutrizione per l’equilibrio ormonale

Riequilibrare il corpo tramite l'alimentazione

L’approccio nutrizionale mira a correggere gli squilibri ormonali che possono influenzare il metabolismo, il peso corporeo e il benessere generale.

In molti casi rappresenta un valido aiuto nella gestione di patologie come endometriosi e sindrome dell’ovaio policistico, funge inoltre da supporto nella fertilità di coppia. Sempre più evidenze scientifiche suggeriscono la correlazione tra insulino-resistenza e infertilità. Infatti, l'ovocita è suscettibile alle perturbazioni dipendenti dalla concentrazione di glucosio durante la sua maturazione, che portano a uno scarso sviluppo embrionale post-fecondazione.

Numerosi studi hanno dimostrato che lo stile di vita e l’alimentazione sono in grado di influenzare la produzione di ormoni, la salute del ciclo mestruale e la qualità degli ovociti. 

A chi è rivolto il percorso

Il percorso di riequilibrio ormonale è stato pensato per supportare la ricerca di una gravidanza in maniera naturale o tramite PMA, ma anche endometriosi o pcos.